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Naos e Righel sono i tuoi occhi
E così li ricordo,
Dolci stelle lontane,
Chiuso fra trite nubi Torinesi.
Non degno d’uno sguardo le puttane
Che mettono a nudo mercanzia:
Tutto che tu non sia
M’è poco e nulla e vuoto.
Ma la lieve cascata
Dei capelli del colore d’autunno
La bianca pelle, i gesti usati,
Mi rendono un porto di sospiri.
Possa l’agile nave
D’un tuo pensier un giorno riposare
In tal cala ascosa
Ed altri sospiri ancor rubare.

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