Quasiunmadrigale

Versi dell'ira #1

Versi dell’ira #2

Mostrami, donna di donne custode, la tua solinga emancipazione: lascia l’ago, imbraccia il forcone, frantuma sulla vanga la tua schiena, se sola vuoi restare. Tendi il mio arco, caccia la tua preda, apri le viscere col mio coltello, battiti sola contro il flagello della malattia ed il nemico che nell’ombra tende insidie sola affronta e …

Versi dell’ira #2 Leggi altro »

Nella giungla urbana

Nella giungla urbana

  Gli scoiattoli grigi sulle foglie S’inseguono feroci, Contendendosi frammenti di noci, E briciole lasciate dai passanti. Eppur poco avanti Immensi tesori di fresco cibo Attendon soltanto chi li addenti E lor si scannano sugli avanzi.

Despecta vanitas

Despecta vanitas

  Vanitas vanitatum. Non omnis vana vanitas. La pavoncella rimirò impettita La ruota del pavone. “Ecco che va a sentir lodare Le piume variopinte. Che pena il maschio che tutto cerca Nella vana adulazion conforto”. E, voltasi altrove, non sapeva Che sol per lei splendeva Mostrando i suoi colori.

Ser Poeta

Ser Poeta

  Intaglio i miei versi con l’accetta Io, montanaro grezzo e provinciale, Io mezzuomo errante, io animale, Io creatura debole e imperfetta; Io duro, ironico e brutale, Vuoto e sentimentale; Io frettoloso pur senza vergogna, Io ferito e frale, Io profondo fino ad essere banale, Io ch’arriccio i miei peli da vigogna, Io povero cadetto …

Ser Poeta Leggi altro »

Poeta è l’occhio

Poeta è l’occhio Che vede un segreto; Poeta l’orecchio, Che coglie nell’umile vuoto Un suono, un trillo, uno squillo, E ne fa una musica nuova; Poeta la mano Che affonda un fugace pensiero Nel nero ribollir dell’inchiostro; Poeta la lingua, Che schiocca all’accento di terza; Poeta non il senso delle cose, Ma, nelle cose, il …

Poeta è l’occhio Leggi altro »

Torna su