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Un gelido scontento
S’arrocca nel mio petto e affonda
Ogni artiglio cruento
Abbrividendo mortale il sangue
Ad ogni penser tristo che travolge
D’autocommiserazione il cuore.

Esser nulla già è troppo per chi soffre,
Esser niente già è troppo per chi geme
E teme e tentenna ad ogni passo.
Ahi lasso, diverso fossi stato
Quando ancor potevo!

Ah quante scelte fatte per il meglio,
Ch’ancor m’affocano disioso ‘l petto,
Piegato avessi a convenienza!
Tacesse or come allora la coscienza
E potessi, vivo e senza scopo,
Ancor sopravvivere a me stesso.

Oh perché in me quest’anima discorde
Hai posto al vivacchiare dei mediocri?
Non era a basta essere un nulla
E respirare un’aria senza sale
Fin dal giorno in cui giacqui nella culla?

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