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Il grave problema del modo moderno di guardare la religione è che è molto occidentale, forse anche troppo americano. La sostanziale somiglianza delle religioni non è menzogna se parliamo delle religioni Cristiane; il Dio di un protestante e di un Cattolico è effettivamente lo stesso Dio, tant’è che le rispettive teologie hanno potuto dialogare fra di loro senza troppe difficoltà. Per quanto la questione del Filioque possa costituire una differenza notevole tra Chiesa Cattolica e Ortodossa, nessuno metterebbe in dubbio che quel Filius di cui si parla sia altri che Gesù Cristo. L’occidentale conosce la storia della religione occidentale e questa è per lui un’ovvia banalità, quanto dire che la coccinella è un insetto. Ma l’occidentale è sufficientemente ignorante di entomologia da dire che gli ebrei sono a loro volta insetti e lo stesso degli islamici e da lì estende anche a qualsiasi altra religione. Ovviamente questa è una prospettiva affascinante, ma interessante solo per chi non conosce l’Ebraismo e l’Islam e men che meno le altre religioni. Certo, l’ebraismo per lo meno ha avuto i suoi teologi, ma di certo non ha avuto una teologia, manca totalmente di una scienza sistematica che parli di Dio. I suoi punti più alti sono il monoteismo e la preferenza di Dio, ma l’ebreo li conosce in modo mitologico più che teologico o, in qualche raro caso, mistico. Il Cristiano che si confronta con l’Ebreo troverà delle differenze teologiche insanabili; troverà un Dio geloso e estremamente duro per quanto riguarda i suoi precetti; troverà un Dio che distrugge i nemici del suo popolo con uno schiocco di dita, senza preoccuparsi troppo di quello che essi erano. Troverà un Dio che si preoccupa esclusivamente degli Ebrei e che non ha alcun interesse per i Filistei. Allah, rispetto al nostro Dio, sarà trovato ancora più rigido. La preferenza personale che il Dio degli Ebrei garantiva a Abramo, Giacobbe e Davide è assolutamente assente. Se il Dio dell’Ebraismo era lontano ma attento agli uomini, quello dell’Islam ha costruito una strada per raggiungerlo e poi si è seduto sul suo trono. Allo stesso tempo Allah non è interessato ad essere amato e venerato dagli uomini, ma a che gli uomini gli siano sottomessi; preferisce essere temuto piuttosto che amato. Ma il nostro pseudoentomologo non si ferma alle religioni che hanno avuto una radice comune, e arriverà ad affermare che Buddah diceva le stesse cose di Cristo. Uno studioso di religioni orientali potrebbe chiedergli di che Buddah stia parlando e sono certo che il nostro tollerante figlio dell’ecumenismo moderno rimarrebbe assai sorpreso a scoprire che i Buddah sono molti; e ancora più sorpreso a scoprire che nessuno di loro si disse mai nulla di simile ad un Messia; forse resterebbe ancora più scandalizzato a scoprire che il buddismo non è un monoteismo. Al che gli si potrebbe chiedere su quali basi affermava la comunanza fra tutte le religioni, cogliendolo per lo meno in imbarazzo.
Certo, potrà citare una lunga serie di mistici di varia religione che affermano le stesse cose sul divino; ma questo non dipende certo dalla religione. Qualsiasi logico noterebbe che il punto forte in comune dei mistici non è certo l’Islam, l’Ebraismo o il Cristianesimo, quanto piuttosto la mistica; qualsiasi pedante farebbe notare che la mistica si pone in un rapporto diretto con il divino, saltando a piè pari le specificità delle religioni; ma soprattutto con puntiglio ci ricorderebbe che la mistica è certamente una cosa per pochi eletti. Fondare su di essa un fenomeno di popolo come la religione sarebbe negare l’ovvia banalità che essa sia per tutti.

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