Ogni paradiso ebbe il suo inferno

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Ricorda che la spada
Ha spezzato i colli dei viventi,
E il piombo penetrato
Fra le costole trovò la sua strada;
L’urlo della madre il cui neonato,
È stato strappato in mille pezzi,
L’orrido fetore dell’appestato,
Tutto il male non dimenticare,
Perché chi qui vuole paradiso,
Qui e dopo diventa egli stesso,
Di sé l’inferno, del mondo il male.

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