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Ciò che resta dell'humano

“Vogliamo pensare l’umanesimo, e vogliamo pensarlo ora, per il nostro tempo, per il nostro presente. Non l’essenza dell’uomo, la sua struttura o la sua storia – l’umanesimo non è un’antropologia.”

Vogliamo investigare quel particolare rapporto con i testi (con «il significante», come diremo) che caratterizza in profondità una proposta umanistica.

L’umanesimo ci sottopone la questione del testo e dei testi, la questione della lettera: per questo abbiamo scritto «humano». Esso è una questione urgente, l’humano cioè è minacciato: ecco che si profila all’orizzonte una nuova barbarie, una barbarie dal volto pulito e ben rasato, la barbarie dell’inglese, dell’informatica e dell’impresa.

Matteo Bergamaschi

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