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È di certo una cosa molto complicata da capire, ma al mondo non c’è nessuno che odia Gesù Cristo e si può dire di certo lo stesso per quanto riguarda i cristiani. D’altra parte ci è ben noto che neanche i farisei, i sadducei ed i loro compagni di merende lo odiavano minimamente. La sua persona non provocava in loro il ribrezzo o l’ira che ci aspetteremmo in chi porta rancore, altrimenti non lo avrebbero certo sopportato così a lungo. Certo, c’erano alcune cose di lui che non piacevano, e molte che non piacciono neanche oggi; resta però sicuro che i cristiani non furono mai perseguitati per quello che erano. Non importava nessuno che venerassero o meno un falegname morto di una provincia remota dell’impero. Quello che importava è che non si piegavano davanti all’unico vero dio che era l’imperatore. Così anche oggi nessuno odia Cristo e nessuno, a dire il vero, odia i cristiani: sono estremamente liberi di credere in quello che vogliono e fare ciò che vogliono finché questo resta nei limiti delle leggi civili. Nessuno impedirà mai loro il culto, neppure un estremista islamico che si accontenterà del fatto che per praticarlo paghino la jizia, come stabilito dal diritto millenario. Ma Cristo era ed è e resterà per sempre insopportabile per la sua vita pubblica; i farisei e i sadducei avrebbero sopportato volentieri un messia non guerriero, purché se ne fosse stato a casa sua e non avesse dato loro noia, non li avesse provocati, non li avesse contraddetti, non avesse mostrato loro i loro errori.
Ebbene, che dire di questo mondo moderno? Perché guarda i cattolici con disprezzo? Non perché praticano una certa religione, ma perché pretendono che quella religione sia vera fino al punto da condizionare non solo chi la crede, ma anche chi non vorrebbe mai impelagarsi in qualcosa di così profonde complicato come il senso religioso. Perché alla modernità va bene qualsiasi religione che si possa aggiornare o ridurre a fenomeno privato, ma una religioni che occupi le piazze, che pretende di avere una ricaduta politica non tanto nella scelta dei leader, quanto nella realizzazione pratica e nella scelta delle leggi, così come nell’economia, nella società, nella vita quotidiana, questa è insopportabile.
Ogni tempo ha le sue regole intoccabili che ritieni necessarie e fondamentali per il vivere civile, ma in ogni tempo la Chiesa cattolica le ha rifiutate. Ha rifiutato la schiavitù quando si credeva che senza di essa l’economia non sarebbe mai potuta procedere; ha rifiutato di incatenarsi al potere quando si credeva che questo fosse l’unico modo per costruire uno Stato durevole; ha rifiutato le ideologie della stirpe, dell’economia e infine della razza ed è sopravvissuta a tutte loro perché la sua pretesa era di essere allo stesso tempo umana e sovrumana, custode e custodita da una parola eterna.
Di certo non lo fece senza inciampare, e sappiamo bene che la storia ci tramanda con scioltezza i nomi di cristiani comuni come di preti, vescovi e papi che si piegarono, fosse anche solo per un lieve inchino, all’ideologia che dominava la loro epoca; ma non per questo la Chiesa cedette. Ripete ancora oggi i suoi bimillenari corollari che sempre la resero impopolare ed in questo veramente è martire senza essere sempre immersa nel suo sangue: testimonia un’eterna verità.

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