Magia, una commedia fantastica – recensione

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L’uomo moderno è razionale. Non si può di certo far abbindolare da quei trucchetti che hanno ingannato i suoi simili nel passato; non si farà sottomettere da nessuno in nome di un qualche cosa di soprannaturale che non può comprendere. Basta però questo ad escludere realmente il soprannaturale dalla nostra vita? E chi è più pazzo, chi lo esclude a tutti i costi, chi ci abbocca da credulone o ancora l’agnostico che cerca di scontentare entrambi allo stesso modo in nome della sua imparzialità?

Gilbert Keith Chesterton prova a rispondere a queste domande in una commedia, mischiando come sempre sacro e profano, serio e faceto.

Il prestigiatore è davvero solo un ciarlatano? Quale è preferibile fra le posizioni moderate del dottore e del curato? Meglio parlare con le fate o escluderne a priori l’esistenza? O ancora l’imparzialità del duca che crede a tutto e a niente contemporaneamente?

Volete scoprire come andrà a finire? Date un’occhiata a Magia, una commedia fantastica

Il libro è stato tradotto da Edoardo Dantonia, una delle nostre penne, e dobbiamo la copertina a Giulia Pavani

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