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Inquietudine mia che mi sovrasti
E in abbraccio di spine mi cingi
Leggero e non stringi
Perch’un lieve moto appena basti
A sfregiare la carne del mio intento,
Per quanto ancora, ancor per quanto
Poserai a soffocarmi il petto?

Nel mio fallir d’un giorno ho misurato
Ogni inutile sforzo
Ed ogni vano desiderio mio
In cui il tempo spesi,
E tu ad un orecchio hai sussurrato:
La vita fugge e tu se’ lento ormai
E del vento c’hai colto, che farai?

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