L’ignoranza dei presupposti

Un manifesto della Democrazia Cristiana per la campagna elettorale del 1948
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«Ho insegnato varie branche della biologia del comportamento e dell’antropologia culturale a studenti americani di diverse scuole e ospedali, dalle matricole universitarie agli psichiatri interni, e mi sono imbattuto in una stranissima lacuna nel loro modo di pensare, che deriva dalle carenza di certi “strumenti” concettuali.
Questa carenza è distribuita in modo abbastanza uniforme a tutti i livelli di istruzione, tra gli studenti di entrambi i sessi, tra chi si occupa di letteratura o arte e chi si occupa di scienza. Si tratta, in modo specifico, dell’ignoranza dei presupposti non solo della scienza, ma anche della vita di ogni giorno.
Questa lacuna, stranamente, è meno clamorosa in due gruppi di studenti che molto farebbe supporre in forte contrasto tra loro: i cattolici e i marxisti.
Entrambi i gruppi, per riflessione personale o per averne sentito parlare, sanno qualcosa sugli ultimi 2500 anni del pensiero umano, e riconoscono entrambi, in una certa misura, l’importanza dei presupposti filosofici, scientifici ed epistemologici.
Ad entrambi è difficile insegnare, perché‚ tale è l’importanza che essi attribuiscono alle premesse e ai presupposti “giusti”, che l’eresia equivale per loro a una minaccia di scomunica. È naturale che chi nell’eresia sente un pericolo si preoccuperà di chiarire bene a se stesso i propri presupposti e diventerà una specie di esperto in materia.

Coloro cui sfugge completamente l’idea che è possibile aver torto non possono imparare nulla, se non la tecnica»

Bibliografia: Gregory Bateson, “Mente e natura” Adelphi, 1984

Articolo originale su Storia delle Idee

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