L’amore dell’impossibile

261 Verso Gerusalemme
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Su una cosa, questo è certo, si deve ammettere che gli economisti hanno perfettamente ragione: le cose rare e uniche hanno un valore estremamente più grande delle altre. Tuttavia le ragioni di domanda e offerta che essi adducono, fuori dal loro campo specifico sono poco interessanti e ancor meno realistiche. Anzi, addirittura nel loro campo, il valore è in ultimo determinato dall’animo dell’uomo pregno di ideali omerici e cavallereschi. L’uomo non è disposto a spendersi per qualcosa di comune. Può sembrare una filosofia banale e probabilmente lo è, come tutte le filosofie vere, ma quanto poco è viva nelle nostre esistenze!
La modernità ci ha ingannato, privandoci dell’esclusività dello straordinario, trasformandolo in un ordinario poco diffuso e di alto livello ma di un’ordinario sempre! Le nostre cose fuori dal comune, dai vestiti ai cellulari, sono state prodotte in serie come tutte le altre e quelle poche che non lo sono state non di rado aderiscono ad uno stile non meno omologato.
Eppure tutto questo non risponde ai nostri desideri più intimi e grandi! L’IPhone di ultima generazione non esprime, né comunica altro che la nostra situazione economica; il nostro abito alternativo dice più che altro ciò che non siamo, inserendoci in una massa di diversi non meno ordinari dei normali. Oso di più: i nostri rapporti sono altrettanto comuni. Cerchiamo gli amici perché ci è stato detto che essere soli è il male molto più che perché siamo interessati a loro. La maggior parte degli uomini cerca una donna (e non crediate che non valga il contrario) perché vuole avere qualcuno con cui trascorrere i suoi anni, senza essere troppo interessato a con chi va ad impegnarsi. Si preferisce la tranquillità di un rapporto normale e sereno al vissero per sempre felici e scontenti che è un rapporto fra due veri innamorati. Per questo non di rado si finisce col scegliere un compagno simile a noi evitando eccessive scocciature. E per i viaggi e le avventure più o meno organizzate? Non sono forse la cosa più comune e simile a tutte le altre che il mondo ci abbia mai proposto?
Ma tutto questo no soddisfa certamente il nostro animo inquieto. Un uomo non desidera un amico, quale che sia, se non nei suoi peggiori incubi. Non desidera una donna qualunque, ma una certa donna precisa come compagna dei suoi giorni. Non desidera un viaggio o una vita comune, ma qualcosa che gli faccia dire alla sera: “ho vissuto”. La verità è che noi desideriamo cose impossibili o quantomeno difficili; un’impresa che non ci appare impossibile, non ha nulla di interessante, non solo perché sono molto poche le cose desiderabili di cui possiamo servirci allungando una mano, ma soprattutto perché il nostro animo vuole darsi, la nostra vita desidera spendersi in gesta fuori dal comune. Può darsi che ci sia una componente di vanità in tutto questo, un desiderio di aver qualcosa da raccontare una volta vecchi; eppure permane, profondo e inarrestabile in noi, l’amore della fatica sovrumana e della sfida impossibile, il desiderio di consumare la propria umanità in una lotta che sia degna del nostro cuore, perché solo in questa lotta esso avrà pace.

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