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“Ordinarie follie” di Edoardo Dantonia

C’è un motivo per cui provo un sincero e inevitabile fastidio, quando mi capita sotto gli occhi qualche libro del buon Nuzzi, o quando mi trovo ad ascoltarlo in tv, mio malgrado. Quelli che mi conoscono potrebbero pensare che tale motivazione sia legata alla mia difesa della Chiesa, che certo è da me difesa a spada tratta come difenderei mia madre. Ma c’è un perché più insospettabile, dietro a questo rigetto del lavoro del giornalista, ed è il fatto che mente. Non mente, badate bene, sul tema delle sue inchieste. Anzi, quasi sicuramente ogni dato da lui riportato è veritiero oltre ogni dubbio. Egli mente su un altro piano, cioè quello morale. Un paio di giorni fa mi è capitato di ascoltarlo pubblicizzare una qualche trasmissione in cui venivano rivelate verità scioccanti su non ricordo chi o cosa. Mi pare però di ricordare che uno dei temi trattati, ça va sans dire, era proprio quello sugli scandali in Vaticano. Tolto il fatto che è dalle Sue origini che avvengono scandali in seno a Madre Chiesa, per cui chi ancora usa questi fatti per puntarLe il dito contro arriva in ritardo di svariati secoli, una espressione in particolare mi ha strappato un sorriso: “Noi vi raccontiamo il lato oscuro della vita” (cito a memoria). Ecco dove sta la bugia di Nuzzi. Ecco dove mente in maniera abietta, che ne sia consapevole o meno. È quando presenta omicidi misteriosi e scandali vaticani come il peggio dell’essere umano, che si macchia della più vile menzogna. Il lato oscuro della vita non sono alti prelati che fanno i loro porci comodi, non uomini che ne ammazzano altri, non politici che rubano e corrompono. Il lato oscuro della vita si trova in luoghi ben più oscuri, per l’appunto. È nelle piccole cose, quelle dimenticate, inosservate, che si annida il male. Il lato oscuro (quasi mi sembra di calarmi nei panni del saggio Yoda, in Guerre Stellari) ci coglie dove meno ce lo aspettiamo. Ci coglie quando neghiamo l’aiuto ad amici e parenti, trovando le più vergognose giustificazioni per stare in pace con noi stessi; ci coglie quando tradiamo la fiducia di qualcuno, “vittime delle circostanze”, come amiamo dirci allo specchio; ci coglie quando rifiutiamo al mendicante un euro, per poi spenderne cento in idiozie che avrebbero fatto rabbrividire il più spendaccione dei re di Francia. Il lato oscuro ci coglie ogni volta che facciamo del male, spergiuriamo, speculiamo, mentiamo, tradiamo e sparliamo. Non abbiamo bisogno che Nuzzi venga nelle nostre case con le sue scartoffie a spiegarci dove stia il lato oscuro, magari per metterci il cuore in pace poiché possiamo così relegare il male all’interno delle sale vaticane o nell’aula del Senato, e non nel tepore delle nostre case. Non ne abbiamo bisogno, anche se lo desideriamo più di quanto saremmo disposti ad ammettere. Il lato oscuro ci è molto più familiare di quanto crediamo. Più di quanto Nuzzi vorrebbe farci credere.

Il lato oscuro Il lato oscuro

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