God’s not Dead 2, Federica Picchi: «Ho rischiato tutto, ma ho lasciato il nulla per il Tutto»

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Parla la fondatrice della Dominus Production

tratto da: Dio non è morto, è certamente vivo. Intervista a Federica Picchi

Lunedì 22 maggio all’Uci Cinemas Romagna è stato proiettato il nuovo film God’s not dead 2 dopo essere stato presentato in sala dalla fondatrice della Dominus Production Federica Picchi.

La replica del film, da non perdere, sempre a Savignano il 29 maggio.

Dopo il primo emozionante God’s not dead dedicato al dibattito tra un coraggioso studente cristiano e il suo professore di filosofia ateo, che decide di metterlo alla prova davanti a tutti i suoi compagni chiedendogli di dimostrare l’esistenza di Dio in seguito al suo rifiuto di scrivere su un foglio la frase «Dio è morto», arriva il sequel con un’altra storia dalle prospettive completamente ribaltate.

Ispirato ad una causa legale realmente avvenuta, sul diritto alla libertà di espressione e opinione, God’s not dead 2 tratta la storia di una insegnante di liceo, bersagliata dai media e accusata di aver fatto proselitismo nei confronti dei suoi studenti solo per aver risposto ad una domanda di una alunna su Gesù.
Un film ricco di colpi di scena e tanta attualità, che denuncia con accurata precisione la situazione che viviamo oggi, vale a dire quella di una società laicista che detesta la Fede, perché la vede come un corpo estraneo da debellare come se fosse una malattia e che non sopporta la civiltà cristiana, in quanto ostacolo al relativismo tanto auspicato dai progressisti che ci vorrebbero tappare la bocca attraverso vari progetti di legge.
La riflessione è assicurata, il film offre molteplici spunti positivi tra cui un particolare accento alla tanto osteggiata testimonianza cristiana nella vita pubblica e ti fa uscire dalla sala con una domanda che ti rimbalza continuamente nella testa: «Quanto sei disposto a rischiare per difendere quello in cui credi?». Lo vogliamo chiedere a Federica Picchi, perché oggi proprio grazie a lei e ai suoi sacrifici, abbiamo l’occasione di vedere in Italia questo prezioso film.

Federica, tu quanto sei stata disposta a rischiare decidendo di impegnarti in questa direzione?
«In Matteo (13,44-52) Gesù ci dice che il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Anch’io qualche anno fa ho trovato un tesoro: la fede in Cristo.
Quindi ho deciso di lasciare l’attività che facevo per condividere questo meraviglioso dono con il prossimo.
Questo può sembrare un comportamento altruista, ma in realtà è un modus operandi estremamente egoista… far stare bene gli altri fa stare bene me per prima! Impegnandomi per portare qualcosa di buono, mi fa provare una gioia interiore enorme che si tramuta in forza, anche nei momenti di maggiore prova.
Questa pace interiore mi permette di affrontare con relativa tranquillità molte barriere in un settore – quello cinematografico e televisivo – divenuto profondamente avverso al messaggio cristiano. In sintesi, con questa scelta drastica ho rischiato materialmente tutto, ma onestamente mi è costato ben poco, data la bellezza della gioia interiore che questa vita mi porta.
Ho lasciato il nulla per il Tutto».

Film come God’s not dead sono davvero necessari oggi giorno. Come mai vengono attaccati non solo da fuori, ma anche da uomini che sono dentro la Chiesa? Tutto ciò non è un controsenso? Perché questi film-testimonianza fanno così paura?
«A me piace pensare e vedere una Chiesa unita e forte, non per meriti umani ma perché Sposa di Cristo.
Non mi soffermo mai su eventuali attacchi interni o esterni. Le piccolezze umane, che risiedono dentro ognuno di noi, rappresentano le nostre quotidiane battaglie interiori.
I messaggi forti scuotono le coscienze e possono fare paura, ma noi siamo stati creati per progetti di grandezza e di bellezza.
Il buio della paura umana immediatamente scompare con la Luce della Parola di Dio».

Criminalizzazione degli obiettori di coscienza, distruzione della famiglia, cultura pro-morte. Media e governi sono ostili ai valori non negoziabili e i cattolici sono presi di mira. Come reagire a tutto ciò? Il cinema può aiutare in questa battaglia?
«Il cinema è cultura. Tanti pensieri contrari alla morale e al rispetto della vita sono partiti dal cinema diffondendosi negli usi e costumi della società civile, sopratutto tra i giovani. Tramite il cinema riusciremo a portare bellezza e valore a questi stessi giovani. In ognuno di noi c’è sete di Verità.
La Verità dissipa la menzogna, così come la luce dissipa il buio. Il boicottaggio dei media e dei centri di potere corrotto si vincono senza armi ma semplicemente annunciando la Parola di Cristo, con i Suoi valori e le Sue regole, a cui nessun essere umano di buona volontà può resistere…
Il messaggio di Cristo è realmente IRRESISTIBILE!»

God’s not dead è un film per tutti, ma soprattutto per i più giovani. Dove occorrerebbe diffonderlo?
«Dominus Production è nata sette anni fa per portare messaggi di valore alle giovani generazioni. Per questo motivo una grande parte del nostro lavoro coinvolge le scuole e il mondo associativo giovanile. Ogni nostro film si completa di una scheda scuola con le ricadute didattiche del film sul programma delle scuole medie e superiori. Chiunque volesse richiedere una copia delle nostre pubblicazioni può contattarci all’indirizzo [email protected] oppure chiamarci al numero 0550468068 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30».

Ci saranno sorprese da parte della Dominus Production nell’immediato o dovremo restare in trepida attesa per un po’?
«Le sorprese saranno nell’immediato, ma siccome sono sorprese non possono essere svelate. Intanto ricordiamo la prossima proiezione del nostro bellissimo film God’s not dead 2 all’UCI di Porto Sant’Elpidio e all’UCI di Savignano sul Rubicone, il 29 maggio alle ore 20… impossibile mancare!»

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