PoeDanto #2: Come digiuno mendico

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D’indorate stagioni venture
Io, mirando le nevi svettanti
Contro il cielo turchino cadenti,
Nel pensiero creo d’amor figure.

Colpevole di bruciar sorpresa
L’aedo che’l duro arco regale
Ed il ligneo talamo nuziale
Cantasse pria di Posidon contesa.

Ma come al digiuno mendico
Meschino è rimbrottar se a tetto
O pane volge pensier cronico,

Così io, non di cibo ma d’amore
Affamato, aspiro ed agogno
Tra le braccia’l corpo tuo avere.

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