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(Dedicata a tutti gli appassionati di tute alari che insistono a passare attraverso buchi troppo piccoli. Da gente abituata a scherzare con la propria vita, mi aspetto che non se la prendano se allo scherzo partecipa qualcun altro).
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Un giorno un giovane rampollo, de natura un pò introverso
s’aguzzò cor suo cervello a fà quarcosa de diverso.
Stanco delle sue giornate fra gli strepiti e er fracasso,
s’ingegnò con un par d’ali pè buttàsse giù da un sasso.

Ma sù padre, preoccupato der sicuro scapicollo,
provò invano ad evitàje la figura che fa er pollo.
“Fijo mio, prova a riflette e nun te sporge dall’altura
pensa si caschi de sotto, nun te mòri de paura?”

“Nun capisco”, disse l’altro, “e te invito a mollà er morso,
li conosco uno per uno li pericoli ch’hai corso!
E mò me sembra un pò incoerente de cità la gravità
pè provà de mette un freno a quello che m’accingo a fà.

Me ribbello apertamente a le leggi de natura,
e te dimostro ch’ho er coraggio de volà sopra le mura
de l’umana ottusità, come fanno le zanzare,
e siccome er peso è er mio, ce faccio quello che me pare!”.

Detto questo, se vortò, ed aperte entrambe l’ali
fece un zompo dàr dirupo e se sfragnò sopra i pancali.
Bell’esempio d’apertura, de visione e de progresso…
quante menti così aperte sò volate giù ner cesso?

(Dustin Lieber)

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