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Tag Archives: Versoquasilibero

Aria di marzo

Aria di marzo E primavera Che m’incanti il cuore a danzar; Aria frizzante, Aria sincera, Sole che cuoci nel cuoio i miei piè, Verde che nasce, Verde che spera, In una pioggia che gli dia respir; Aria di campo E cittadina, Che già rendi leggero il mio andar; Aria stregata, Aria divina, Che una gioia sobilli nel sen; Ed il peso del giorno che arriva Già il tepore lo porta lontan; Ed il mondo che va alla malora E che crolla ogni istante un po’ più Non val certo il gaudio d’un’ora Di quest’aria che danza con me.

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Metatecnopoesia

  O metrica teorica, pratica, versi interrotti, versi spezzati, versi oltremodo allungati, funzioni poetica e fatica, sempre intrecciate in un unico ritmo, in me tu sola l’incanto produci.

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Senilità

  “I giovani non san più l’educazione” Mugugnava il vecchio con furore, Fattosi strada con spallata e spintone. E pur l’unico era a non avere chiesto Né perdono, né permesso.

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Sulla via mal battuta di poesia

Credetti d’esser l’ultimo rimasto Ad intrecciare, inquieti, i versi, Unico e solingo In tardo e lento passo A mesurar coi piedi il metro; A scrutar, per ultimo, i misteri Dei toni, tempi, e i ritmi loro. E poi d’improvviso alla crociata s’aggiunse, sconosciuto e nuovo, più esile, più abile braccio.

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Ricordando…

Il verso, libero, mi ricascò sul piede; sputai un suono disumano. Com’era bello il tempo Delle sillabe contate sulla mano.

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Ogni paradiso ebbe il suo inferno

Ricorda che la spada Ha spezzato i colli dei viventi, E il piombo penetrato Fra le costole trovò la sua strada; L’urlo della madre il cui neonato, È stato strappato in mille pezzi, L’orrido fetore dell’appestato, Tutto il male non dimenticare, Perché chi qui vuole paradiso, Qui e dopo diventa egli stesso, Di sé l’inferno, del mondo il male.

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