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Il Diluvio, Henryk Sienkiewicz

Alle volte dei grandi libri vengono dimenticati. Sia chiaro, alcuni dei libri che vengono definiti grandi se lo meritano, per complessità ed elitarismo esplicito. Eppure alcuni di questi libri vengono dimenticati nonostante fossero piacevoli oltre che potenti e profondi.
È il caso dello scrittore polacco Henryk Sienkiewicz la cui unica opera conosciuta è Quo Vadis, di certo splendida, ma che deve la sua solitaria fortuna principalmente alle trasposizioni cinematografiche. La parte più poderosa della sua opera, quella che fra tutte ha contribuito maggiormente a consegnargli il premio Nobel, è per lo più dimenticata. In italiano della Trilogia (Ogniem i Mieczem, Potop, Pan Wolodjowsky) è stato tradotto solo il secondo dei romanzi, Il diluvio, e con un successo relativamente scarso.
Chi lo leggerà si sorprenderà però che non sia avvenuto il contrario. Duelli, amori, battaglie e avventure, narrati con finezza e levità, non mancheranno di travolgere l’attenzione del lettore, di inserirlo a forza nel turbine di eventi che inondò la Polonia del XVII secolo, lasciandolo sempre desideroso di immergersi in un’altra esperienza a questo livello.
Per questo abbiamo deciso di rieditare con i pochi mezzi che ci sono permessi questo capolavoro della letteratura europea, sperando che possa ancora una volta essere apprezzato per la sua grandezza.

 

Date le dimensioni, abbiamo diviso l’opera in due volumi, corrispondenti alle due parti dell’edizione originale:

https://www.amazon.it/dp/1980357498/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1519328591&sr=1-2

https://www.amazon.it/dp/1980362211/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1519366186&sr=1-1

About Samuele Baracani

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Samuele Baracani: nato nel 1991, biellese, ma non abbastanza, pendolare cronico, cresciuto nelle peggiori scuole che mi hanno avviato alla letteratura e, di lì, allo scrivere, che è uno dei miei modi preferiti per perdere tempo e farlo perdere a chi mi legge. Mi diletto nella prosa e nella poesia sull'esempio degli autori che più amo, da Tasso a David Foster Wallace. Su ispirazione chauceriana ho raccolto un paio di raccontini di bassa lega in un libro che ho intitolato Novelle pendolari.

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