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Il Polemarco

Comunista, compagno mio…

Non è passato molto tempo da quando il nostro elegante intellettuale di sinistra è stato dimesso per l’ennesima volta dall’ospedale. Ancora fasciato e ingessato, torna a casa di corsa, per così dire, senza fare deviazioni e ignorando chiunque abbia l’aria di potergli rivolgere la parola. Giunto sul fatidico pianerottolo, ben attento che non ci siano i pacifisti in agguato, si chiude in casa tutto trafelato. Una volta al sicuro, accende la TV e cerca di rilassarsi. Ma sotto casa un gran vociare lo disturba, così si affaccia e vede che è in corso un’assemblea di comunisti, con tanto di palco …

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Pacifista, amico mio…

Il nostro elegante intellettuale di sinistra, nuovamente dimesso dall’ospedale, s’affretta a tornare a casa, zoppicando e arrancando a causa della considerevole quantità di gesso che lo ricopre. Di fronte al suo appartamento, sulla porta del vicino, nota una targa prima assente: APU – Associazione Pacifisti Uniti. Incuriosito ed esaltato per tale iniziativa, bussa senza esitazione col braccio buono. Gli apre un ragazzo sorridente e pacato, il quale lo invita a partecipare alla loro prossima riunione, che sta per cominciare tra pochi minuti. Dopo qualche intervento, decide di parlare anche l’intellettuale, che esordisce così: “Ho sempre pensato che il pacifismo fosse …

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Amare è una parola

O si ama per intero o non si ama. Punto. Non ci sono vie di mezzo, quando si tratta di amare una persona. L’amore non è un sentimento, non è un sentire, un affetto; è anche queste cose, ma non solo. Amare è un lavoro, un impegno, una fatica, e non smette mai di esserlo. Non ci sono periodi di prova, parentesi, riflessioni. No. Amare è un casino, sempre. Quando iniziamo a prendere l’amore come un qualcosa che o c’è o non c’è, indipendentemente da quello che facciamo, è allora che l’amore smette di esistere. Amare è una scelta, non …

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Femminista, sorella mia…

L’elegante intellettuale di sinistra, sopravvissuto grazie al pronto intervento di pochi valorosi cittadini e dalla solerzia di esperti medici, esce finalmente dall’ospedale. Ancora dolorante, scorge in lontananza un vivace e colorato corteo di femministe, tutte mezze nude e intente a gridare al mondo i loro diritti. Contento di poter fornire il proprio appoggio a una sì nobile causa, s’affretta zoppicando a seguirne la marcia. Ci vuole un secondo per fare suoi gli slogan delle donne: “Morte al patriarcato! Il futuro è femmina! L’utero è mio e lo gestisco io!“. Dopo poco le contestatrici lo notano e iniziano a guardarlo torve. …

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Io non consumo

Il cliente non ha sempre ragione. Ma considerarlo il disumano ingranaggio di una catena di montaggio è l’opposto a cui nessun esercente dovrebbe puntare. Siccome non mi piace fare cattiva pubblicità, almeno non pubblicamente, non farò il nome del bar da dove sono stato praticamente cacciato, nemmeno tanto garbatamente, perché stavo occupando un tavolo da un paio d’ore (pagando consumazione e coperto, ca va sans dire) perché “se arriva altra gente ho bisogno del tavolo”. Farò invece il nome di un esempio virtuoso, di un luogo che ho già avuto modo di lodare e che voglio tornare a consigliare a …

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“Ho visto uomini chinarsi verso terra, non ho mai visto uomini volare”

L’amico Samuele Macchi risponde al mio pezzo su arte, cinema e pubblico (che potete trovare qui), e io lo pubblico volentieri. “L’arte in quanto forma espressiva della personalità del singolo è totalmente libera, autocratica e anarchica. Ma in quanto opera (intesa come prodotto di un lavoro prolungato nel tempo) non sfugge alle regole del mercato, cioè alla volontà del committente/compratore. Michelangelo non chiese l’opinione del calzolaio per affrescare la Sistina e, tuttavia, papà Giulio II, lo sponsor, gli impose di coprire i genitali di tutti i suoi personaggi. E censurati li osserviamo ancora oggi. In questo senso l’arte è tanto …

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Il pubblico ha rotto il c***o!

Non sono un estimatore di Riccardo Scamarcio, ma faccio parte di quelli che hanno accolto con estrema soddisfazione il suo intervento presso il Bif&st di Bari di quest’anno, quando cioè si è sfogato dicendo: “Il problema è il pubblico, e scusate ma voi rompete il c***o. […] Voi volete interagire con lo spettacolo, volete applaudire, ma che c***o applaudite?”. Nonostante i francesismi, o forse proprio grazie a quelli, è infatti riuscito ad esprimere con efficacia un concetto che mi è particolarmente caro: l’artista deve infischiarsene del pubblico. Il rapporto attore-spettatore, ma anche più in generale artista-fruitore, non può e non …

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L’orco non è solo

Sulle ultime dichiarazioni della Lawrence, cioè sul fatto che molte attrici come lei siano state sottoposte a rigide e umilianti selezioni in base a bellezza e girovita (ma la cosa vale anche e soprattutto per tutte le altre molestie di cui si è parlato in questi giorni), non viene a nessuno un rigurgito nei confronti di questa semplificazione? Nessuno si chiede: “Ma davvero la faccenda riguarda solo carnefice e vittima? Veramente abbiamo A che vessa B, B che subisce A e basta?”. Non dico che sia lei a semplificare, ci mancherebbe. Siamo noi che ci nutriamo di queste notizie senza …

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Stuprus in fabula

Esiste una retorica che trovo a dir poco insopportabile che vorrebbe ignorare il male in favore di una sorta di libertà, che altro non è che mera illusione di poter fare quel che si vuole a dispetto di pericoli oggettivi. Questa retorica spicca nel dibattito sullo stupro e vorrebbe le donne assolutamente libere di vestirsi come vogliono, di non sottostare alla tirannia del maschio violentatore. Io sono del tutto d’accordo: la donna dovrebbe essere libera di andare in giro nuda senza timore che qualcuno l’aggredisca. Dovrebbe. Purtroppo il mondo non è giusto, o come si suol dire “la giustizia non …

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Io sto coi catalani

Innanzitutto devo chiedere scusa a chiunque abbia aperto l’articolo, poiché il titolo è quel che nel linguaggio della rete viene comunemente detto “clickbait”, letteralmente un “amo per click”, una calamita per visualizzazioni, e di fatto non rappresenta propriamente il mio punto di vista. Esso sarebbe meglio rappresentato da un titolo come “io starei coi catalani”, o “io potrei stare coi catalani”; ma non sarebbe altrettanto d’effetto. D’altronde internet funziona come un grande mercato e vende di più chi sa rendere più accattivante e invitante il proprio prodotto. Ora, io non vendo, nel senso stretto del verbo, un bel niente; ma …

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