Ieri

Meno liberi di un servo

Siamo soliti pensare alla servitù medievale come servitù della gleba, come a una forma di schiavitù peggiore di quella antica, una condizione in cui un essere umano valeva meno di una zolla di terra. Servi della gleba, usato in maniera dispregiativa, è uno di quei concetti che ci vengono impiantati in testa, vuoi per semplicità, vuoi per pura malafede, fin dalle prime classi delle elementari. Ora, il grosso problema di questa espressione non è la sua veridicità o meno: in qualche modo è vero che esistevano accanto ai servi veri e propri, cioè quelli che verranno poi detti sclavi/slavi, i …

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Besson imbroglion

Il regista Luc Besson, realizzando il film su Santa Giovanna d’Arco, deve aver pensato che le apparizioni di Santa Margherita, Santa Caterina e l’arcangelo Michele fossero motivi o troppo deboli o semplicemente inverosimili per spingere una giovane e anonima fanciulla francese a muovere guerra contro inglesi e borgognoni per restituire il trono al Delfino. Così, credo, ha pensato bene di dargliene uno ben più valido, cioè lo sterminio della famiglia da parte di un contingente inglese, con tanto di stupro ai danni della povera sorella (un buon stupro è sempre un ottimo pretesto per far impazzire il protagonista di turno). …

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Antistoricità della Storia

Se si vuole studiar la storia, non bisogna studiare storia. Questo è un dogma che andrebbe insegnato fin dalle prime classi delle elementari, quasi come un mantra da mandare a memoria. Ben vengano i manuali, le antologie, i compendi e tutti quei materiali didattici che possono in qualche modo introdurre allo studio del passato; ma insieme alla loro fruizione, andrebbe impartita anche la consapevolezza che il loro scopo è puramente propedeutico. Insieme alle odiose schematizzazioni periodiche, politiche e via dicendo, si dovrebbe specificare che sono, per l’appunto, delle schematizzazioni e nulla più. Il Medioevo è una periodizzazione del tutto arbitraria; …

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I piedi non esistono

C’è chi venderebbe la propria madre per ottenere qualcosa, così come c’è chi negherebbe la verità più lapalissiana per sostenere la propria idea; non è detto che quell’idea sia sbagliata, ma è ovvio che esistono modi giusti e modi sbagliati di sostenerla e questo è senza ombra di dubbio un modo sbagliato, oltre che maldestro. Mi riferisco in particolare a tutta la serie di obiezioni che vengono rivolte alla storicità di Gesù, il che è tanto antiscientifico quanto popolare tra la gente, anche e soprattutto intellettuale; perché la scienza, qualunque cosa voglia dire, viene usata a piacimento, soltanto quando fa …

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Martirio o suicidio?

Io vedo il suicidio come un atto di grande coraggio, sempre. Il suicidio non è mai una resa. Se il suicidio è qualcosa, esso è un moto, mai una immobilità. Immobilità è sedersi e attendere passivamente che il tempo passi e le disgrazie pure. Ma c’è un però. Il martire avrà sempre una marcia in più rispetto al suicida, per quanto ammirevole sia il gesto del nostro Celio. Il martire infatti accetta di subire qualcosa di tremendo, di doloroso, di straziante e, peggio ancora, di umiliante. Accetta, non subisce, né decide di farla finita per conto suo, via difficile ma …

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L’ecumenismo di San Francesco

Un dogma che va piuttosto di moda oggigiorno è che per rispettare e stimare qualcuno sia necessario essergli amico, o peggio andarci d’accordo. Il nemico, l’avversario è visto come una specie di strana entità, distante anni luce nel pensiero e nel corpo; di conseguenza è impossibile, secondo le ultime tendenze mondane, lodare uno che non faccia parte della nostra cerchia di compagni. Siamo tutti stretti nei nostri recinti, ciechi di fronte a chiunque altro che non corrisponda a certi rigidi standard (nonostante siamo soliti millantare aperture di testa che solo un’ascia bipenne potrebbe eguagliare). Da questa errata convinzione deriva uno dei più …

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La prossimità dell’evento cristiano

Quello che Lewis insisterà d’ora in poi a chiamare “Mito cristiano”[1] ha potuto affascinare e poi definitivamente conquistare la sua anima e il suo cuore perché se il mito pagano era il miracoloso approssimarsi commovente – ma in fondo vissuto solo immaginativamente – del divino all’umano, della libertà di dio alla libertà dell’uomo, la bellezza del Mito cristiano accaduto realmente quasi duemila anni prima è riaccaduto, si è fatto realmente prossimo. Abbiamo visto che l’esposizione al mito letterario permette un cambiamento alla persona che vi si accosta in forza di una immedesimazione personale (anche se solo immaginativa) con il lavoro …

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Filosofia e teologia dell’incarnazione #4

Data l’efficacia di questo strumento concettuale nel cogliere la continuità (possibile a partire dall’alto) del rapporto che si instaura tra superiore e inferiore, Lewis giunge ad affermare la possibilità del suo utilizzo per offrire un «contributo […] alla teologia – o almeno alla filosofia – dell’Incarnazione»[1]. Il concetto di trasposizione assume infatti un significato ancora maggiore quando inserito all’interno della rivelazione cristiana. Tutto ciò che possiamo affermare su di essa è reso possibile dal fatto di essere innestati all’interno della vita cristiana e di conoscere per rivelazione «qualcosa del sistema superiore che viene trasposto»[2]. La trasposizione dall’alto rende possibile comprendere …

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L’abolizione dell’uomo (AoM) #5
Al di fuori del tao: la via innovatrice coincide con la tragica via dissolutrice nietzscheana

L’errore principale dei novatori non è consistito principalmente nella considerazione circa l’assoluta primarietà della ragione umana, quanto invece e soprattutto nell’aver preteso di strappare l’uomo dalla sorgente divina del suo essere, dalla sua affettività e infine – e come diretta conseguenza – dalla sua stessa razionalità nella convinzione di potere essi farlo progredire fino all’autorealizzazione[1]. All’interno della trattazione di The Abolition of Man Lewis indica la possibilità di un percorso di progressione della dottrina del valore oggettivo e indica due possibilità alternative di sviluppo: dall’interno della dottrina stessa e nella sua accettazione (from within) o al di fuori della dottrina e …

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Filosofia e Teologia del “mito cristiano” #3: Rinarrazione del mito della caverna in chiave analogica

Altro paragone che Lewis pone in campo per spiegare più efficacemente il metodo della trasposizione e l’unità che sottende, è quello del confronto tra un disegno e la realtà rappresentata: «comprendiamo i disegni solo perché conosciamo e abitiamo nel mondo tridimensionale»[1]. Se la relazione tra parola e scrittura non è traspositiva ma meramente simbolica in quanto sussiste una discontinuità tra di esse[2], non è così per il disegno, il quale, pur essendo solamente una rappresentazione del mondo reale, lo può rappresentare proprio in quanto ne fa parte e in quanto gli appartiene[3]. A differenza del parlato o dello scritto che …

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