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Samuele Baracani

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Samuele Baracani: nato nel 1991, biellese, ma non abbastanza, pendolare cronico, cresciuto nelle peggiori scuole che mi hanno avviato alla letteratura e, di lì, allo scrivere, che è uno dei miei modi preferiti per perdere tempo e farlo perdere a chi mi legge. Mi diletto nella prosa e nella poesia sull'esempio degli autori che più amo, da Tasso a David Foster Wallace. Su ispirazione chauceriana ho raccolto un paio di raccontini di bassa lega in un libro che ho intitolato Novelle pendolari.

Tutto quello che non vediamo del vero

Ho avuto più volte discussioni con amici e conoscenti a riguardo della fantasia e mi sono dovuto scontrare molte volte con un’idea  che mi ha lasciato sorpreso ed un poco più triste. La concezione che mi infastidisce è quella della fantasia come evasione, luogo di fuga necessario quando le cose vanno male o si tende, a causa di un periodo difficile, a rinchiudersi in sé stessi, una sorta di sostituto della realtà quando essa è troppo dura per essere affrontata direttamente, o ancora per rendere più interessante una vita monotona e priva di gusto. Può darsi che questa sia una …

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Radici profonde non gelano (#3)

“All’improvviso ho realizzato che due persone non bastano, ci vuole un appoggio. Se si è soltanto in due e uno perde la testa, rimane da solo. Due non è un buon numero…” About a boy L’esperienza del singolo non è sufficiente, ma neanche l’esperienza della famiglia lo è; l’uomo ha bisogno di qualcosa di più, non solo per sopravvivere, come riteneva Hegel, ma anche semplicemente per vivere. L’uomo ha bisogno di rapporti che non è detto debbano poi continuare e svilupparsi, ma che permettano a lui di crescere, di vivere e di respirare. Non ci si può rinchiudere in un …

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Radici profonde non gelano… (#2)

  L’unica cosa innegabile di ogni uomo dopo Adamo è che è figlio, ed un piccolo pezzetto  di pelle e carne annodata nel ventre lo ricorda a tutti noi. L’essere figli porta con sé un buon numero di conseguenze, alcune piacevoli altre meno e fra queste il fatto che si viene educati, più o meno bene, o che più semplicemente si viene necessariamente a contatto,in un periodo in cui si è molto recettivi, con delle persone con cui si instaura un legame molto particolare. Questo legame poi si potrà rifiutare o disconoscere, potrà essere usato contrastivamente, ma esso costituisce la …

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Radici profonde non gelano… (#1)

  Nel centocinquantenario dell’Unità d’Italia tutti hanno cominciato a sentirsi molto italiani  (e sarebbe stata anche l’ora) e a lodare il loro paese; qualcuno ha perfino smesso di lamentarsi dei treni causando dei gravissimi scompensi nel karma ferroviario, che come tutti sanno è l’unico veramente attivo su questa Terra (cari appassionati di Fall-out, mi dispiace dovervi riportare a questa infelice realtà). La cosa però più interessante e quasi ridicola era che il sentirsi italiani corrispondeva a tutta una serie di cose che hanno molto poco a che fare con l’Italia vera; pizza e pasta continuavano a venire riproposte come l’unico cibo …

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Incertezze

X secolo, l’Italia, dopo lunghi periodi di difficoltà, è di nuovo in pace sotto il dominio dell’impero franco. I tempi di Carlo Magno, però, sono finiti, il periodo di espansione e consolidamento del grande impero si è concluso; l’Ostenmark continua a frenare gli attacchi dei magiari al cuore del reich, i Sassoni sono sconfitti e assoggettati, i Mori frenati dalle marche spagnole, ma il regno non è ancora sicuro. Una nuova ondata di spedizioni vichinghe preme da nord e nonostante alcune battaglie vittoriose non si arresta ed anzi, punta a stanziarsi nei territori che verranno poi denominati dai conquistatori Normandia; …

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Un Aristofane dei nostri giorni

Viviamo in un periodo complicato dal punto di vista della varietà delle idee e della libertà di pensiero, non tanto perché manchi la possibilità di esprimersi, ma piuttosto in quanto tale libertà viene non di rado canalizzata in correnti di pensiero che la condizionano e la limitano in maniera subdola. Non si tratta di una costrizione evidente, infatti, ma di una più celata che viene da componenti più sottili e psicologiche che non si possono dimostrare come quelle della violenza fisica, ma che piuttosto ci spingono a identificarci con un gruppo che ha un certo pensiero, facendoci credere di essere …

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Mi dispiace dover introdurre così questo articolo, ma quello di Justin Kurzel è un pessimo Macbeth, privo di sostanza, di forza e totalmente  inutile per la catarsi, incapace di sostenersi da sé come storia ed allo stesso tempo di richiamare la grande tragedia. Il problema più grave in questo film è la seriosità con cui viene affrontato l’intero dramma; il tragico non viene mai smosso o agitato da un lieve sorriso, fosse anche di cinico trionfo, di chi uccidendo e cospirando ottiene il potere oggetto della sua ambizione. I personaggi ne risultano appiattiti e inscialbiti, privati totalmente della loro profondità, …

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VITA LEVIS

  Esterina, i vent’anni ti minacciano, grigiorosea nube che a poco a poco in sé ti chiude. Ciò intendi e non paventi. Sommersa ti vedremo nella fumea che il vento lacera o addensa, violento. Poi dal flotto di cenere uscirai adusta più che mai, proteso a un’avventura più lontana l’intento viso che assembra l’arciera Diana. Salgono i venti autunni, t’avviluppano andate primavere; ecco per te rintocca un presagio nell’elisie sfere. Un suono non ti renda qual d’incrinata brocca percossa!; io prego sia per te concerto ineffabile di sonagliere. La dubbia dimane non t’impaura. Leggiadra ti distendi sullo scoglio lucente di …

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