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Edoardo Dantonia

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Edoardo Dantonia: classe 1992, sono il più giovane e il più indegno di questo terzetto di spostati che si fa chiamare Schegge Riunite. Raccontavo storie ancor prima di saper scrivere, quando cioè imbastivo veri e propri spettacoli con i miei pupazzi, o quando disegnavo strisce simili a fumetti su innumerevoli fogli di carta. Amante della letteratura, in particolare quella fantastica e fantascientifica, il mio sogno è anche la mia più grande paura: fare della scrittura, cioè la mia passione, il mio mestiere. Ho esordito lo scorso settembre col mio primo libro, Rivolta alla Locanda, racconto umoristico ispirato al mio modello letterario, Gilbert Keith Chesterton.

Comunista, compagno mio…

Non è passato molto tempo da quando il nostro elegante intellettuale di sinistra è stato dimesso per l’ennesima volta dall’ospedale. Ancora fasciato e ingessato, torna a casa di corsa, per così dire, senza fare deviazioni e ignorando chiunque abbia l’aria di potergli rivolgere la parola. Giunto sul fatidico pianerottolo, ben attento che non ci siano i pacifisti in agguato, si chiude in casa tutto trafelato. Una volta al sicuro, accende la TV e cerca di rilassarsi. Ma sotto casa un gran vociare lo disturba, così si affaccia e vede che è in corso un’assemblea di comunisti, con tanto di palco …

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Intervista a Storia delle Idee

Storia delle Idee potrebbe sembrare l’ennesimo blog che tenta di farsi largo nel caos del web. Ma non è così. Precisione e puntualità sono le parole d’ordine di questa nuova fonte d’informazione, ma sempre all’insegna di una semplicità notevole, la quale riesce perfettamente a non scadere nella sciatta divulgazione tipica di certe riviste, più interessate a creare pubblico che a divulgare propriamente. Oggi abbiamo deciso di saperne un po’ di più su questa realtà, perciò ci siamo rivolti direttamente ai suoi fondatori. Storia delle Idee: come e quando nasce il vostro blog? Da dove viene il suo nome?   Intanto …

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Pacifista, amico mio…

Il nostro elegante intellettuale di sinistra, nuovamente dimesso dall’ospedale, s’affretta a tornare a casa, zoppicando e arrancando a causa della considerevole quantità di gesso che lo ricopre. Di fronte al suo appartamento, sulla porta del vicino, nota una targa prima assente: APU – Associazione Pacifisti Uniti. Incuriosito ed esaltato per tale iniziativa, bussa senza esitazione col braccio buono. Gli apre un ragazzo sorridente e pacato, il quale lo invita a partecipare alla loro prossima riunione, che sta per cominciare tra pochi minuti. Dopo qualche intervento, decide di parlare anche l’intellettuale, che esordisce così: “Ho sempre pensato che il pacifismo fosse …

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Amare è una parola

O si ama per intero o non si ama. Punto. Non ci sono vie di mezzo, quando si tratta di amare una persona. L’amore non è un sentimento, non è un sentire, un affetto; è anche queste cose, ma non solo. Amare è un lavoro, un impegno, una fatica, e non smette mai di esserlo. Non ci sono periodi di prova, parentesi, riflessioni. No. Amare è un casino, sempre. Quando iniziamo a prendere l’amore come un qualcosa che o c’è o non c’è, indipendentemente da quello che facciamo, è allora che l’amore smette di esistere. Amare è una scelta, non …

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Tinúviel!

“Morto che cammina, morto che cammina” Son io, che grigio e tetro mi trascino Senza lagrime per le vie piangendo, Tratto come cieco da sorte avara. Tu Lúthien dovei per me esser Ed io Beren ristoro in te trovar; Ma sol sull’erba languo e piango e strido E grido’l nome tuo, ma invano. E invano pronuncio amare parole, Che sol riecheggian: “Tinúviel Tinúviel”, Ma Tinúviel, lontana, non torna. Di Sauron invoco fedeli schiatte, Che al tormento mio seduta stante Fine pongan d’inutile vita mia.

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Maledetti!

Maledetti voi che non capite Maledetti voi che saper ardite Maledetti i pavidi consigli Maledetti siate voi conigli Maledetto il vostro orgoglio Maledetto bugiardo cordoglio Maledette vostre frasi fatte Maledette sian’esse disfatte. Maledetta d’asil sicumera Maledetto chi ancor ci spera Maledetto dal mattino a sera. Maledetti insulsi pareri Maledetti giudizi austeri Maledetti or come ieri.

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Femminista, sorella mia…

L’elegante intellettuale di sinistra, sopravvissuto grazie al pronto intervento di pochi valorosi cittadini e dalla solerzia di esperti medici, esce finalmente dall’ospedale. Ancora dolorante, scorge in lontananza un vivace e colorato corteo di femministe, tutte mezze nude e intente a gridare al mondo i loro diritti. Contento di poter fornire il proprio appoggio a una sì nobile causa, s’affretta zoppicando a seguirne la marcia. Ci vuole un secondo per fare suoi gli slogan delle donne: “Morte al patriarcato! Il futuro è femmina! L’utero è mio e lo gestisco io!“. Dopo poco le contestatrici lo notano e iniziano a guardarlo torve. …

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Meno liberi di un servo

Siamo soliti pensare alla servitù medievale come servitù della gleba, come a una forma di schiavitù peggiore di quella antica, una condizione in cui un essere umano valeva meno di una zolla di terra. Servi della gleba, usato in maniera dispregiativa, è uno di quei concetti che ci vengono impiantati in testa, vuoi per semplicità, vuoi per pura malafede, fin dalle prime classi delle elementari. Ora, il grosso problema di questa espressione non è la sua veridicità o meno: in qualche modo è vero che esistevano accanto ai servi veri e propri, cioè quelli che verranno poi detti sclavi/slavi, i …

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Besson imbroglion

Il regista Luc Besson, realizzando il film su Santa Giovanna d’Arco, deve aver pensato che le apparizioni di Santa Margherita, Santa Caterina e l’arcangelo Michele fossero motivi o troppo deboli o semplicemente inverosimili per spingere una giovane e anonima fanciulla francese a muovere guerra contro inglesi e borgognoni per restituire il trono al Delfino. Così, credo, ha pensato bene di dargliene uno ben più valido, cioè lo sterminio della famiglia da parte di un contingente inglese, con tanto di stupro ai danni della povera sorella (un buon stupro è sempre un ottimo pretesto per far impazzire il protagonista di turno). …

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Antistoricità della Storia

Se si vuole studiar la storia, non bisogna studiare storia. Questo è un dogma che andrebbe insegnato fin dalle prime classi delle elementari, quasi come un mantra da mandare a memoria. Ben vengano i manuali, le antologie, i compendi e tutti quei materiali didattici che possono in qualche modo introdurre allo studio del passato; ma insieme alla loro fruizione, andrebbe impartita anche la consapevolezza che il loro scopo è puramente propedeutico. Insieme alle odiose schematizzazioni periodiche, politiche e via dicendo, si dovrebbe specificare che sono, per l’appunto, delle schematizzazioni e nulla più. Il Medioevo è una periodizzazione del tutto arbitraria; …

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